Beati i papà. Cosa ne sanno loro di una mamma in bagno con due figli

Beati i papà che non provano l’adrenalina della frequentazione del bagno in compagnia, che non sentono l’urgenza di interrompere le fasi dell’igiene personale perché il bambino sta affrescando le mattonelle del bagno con il kajal Shiseido accuratamente scelto e prelevato dalla trousse, o sta digitanto il codice segreto per fare decollare la lavatrice o, peggio, sta trasformando il pavimento nella diga di Mosul.

Beati i padri che non sentono il piacere della tavoletta del water sbattuta ripetutamente tra la quindicesima e ventiseiesima vertebra mentre una parte di neuroni è protesa al raggiungimento del record della funzione fisiologica più rapida del secolo ed il figliolo porge due strappi di carta per gentilezza e usa il resto per intasare lo scarico del bidet o creare una simpatica pista per le macchinine attorno al tavolo della sala da pranzo ( la mia famiglia in occasione del Natale riceve gli auguri direttamente dall’AD della Foxy).

Privilegiati i papà che sotto la doccia non debbono usare la prima cosa che gli capiti a tiro per detergersi, fosse anche il Viakal, e con la schiuma negli occhi devono soccorrere il pargolo precipitato mentre scalava la tazza per raggiungere il pulsante dello scarico per la seicentesima volta prosciugando definitivamente le risorse idriche condominiali, o fortunati i genitori di sesso maschile a non dover convincere il baby- sommozzatore ad andare fuori dal box doccia prima che risulti emerso dalla fossa delle Marianne.

Dispensati da ogni preoccupazioni i papini che non devono farsi la piega con lo stress di un infante che attenta alla vita sua e altrui, col risultato di sembrare usciti da un rave party con in testa il mocho vileda.

Sereni i padri che non rischiano la cecità mentre applicano mascara e matite appuntite attorno ad occhi strabici e rassegnati mentre il figlio svuota scaffali e cassetti, assapora l’estremità del tappo salterello o immerge le manine nell’acqua del water.

Ci scuserete, cari consorti, se approfittando della vostra presenza in casa, ci attardiamo in sedute di auto psicanalisi chiuse a doppia mandata in solitaria nel nostro servizio, perdonerete se, col vostro permesso, ci concederemo una doccia senza ansia e una lavata di denti con un briciolo di privacy, perdonerete se, per vostra concessione, in bagno ci entreremo almeno quando voi siete in casa, finalmente, da sole.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.