Io, rappresentante di classe. Siete proprio sicuri?

Quest’anno mi hanno nominata rappresentante di classe, incarico di grande responsabilità, figura di rilievo tra le mamme, deputata all’ascolto ed alla risoluzione dei problemi della classe, ambasciatrice dei genitori, anello di congiunzione tra la famiglia e la scuola e titolare di tanti altri onori ed oneri.

Io mi chiedo solo cosa abbia spinto ciascuna mamma a scrivere il mio nome il giorno delle elezioni in classe: se un eccesso di fiducia nei miei confronti, quasi l’individuazione di un potenziale nascosto, o se improvvisamente durante lo scrutinio si sia sprigionato dalle pareti della scuola un gas dagli effetti allucinogeni, o una punizione corporale alternativa al cilicio ed all’inginocchiamento sui ceci considerata troppo medievale come espiazione dei miei peccati e per quello che scrivo…fatto sta che sono stata investita di questa carica.

Io. Io che alcune mattine mi scordo pure l’ubicazione della scuola. Io che arrivo in ritardo anche se mi sveglio alle 6 del mattino e terrorizzo col mio aspetto stravolto il personale scolastico e pure il giardiniere.

Io, che mi ricordano 26 volte la data della gita e 27 volte me la dimentico. Io. Rappresentante di classe…che ci ho messo sei mesi a memorizzare l’aula dei miei figli, l’ultima a versare le quote di qualsiasi cosa, quella che corre tra i corridoi inseguendo prima un figlio e poi l’altro. L’eletta! Nominata portavoce insieme ad un papà operativo, attento e scrupoloso che ha capito che più che una collaboratrice in me trova una croce. Capace di fare disastri anche nella gestione delle cartelle della tombola a Natale.

Il lavoro serio comincia proprio in questo periodo: con la raccolta delle adesioni e successivamente con la scelta dei regali per le maestre e per i bimbi. Il compito increscioso di chiedere quote di partecipazione è stata la parte meno complicata ma so che per quanto si possa indorare la pillola per toccare le tasche delle famiglie occorre molto tatto ed inevitabilmente, anche se scrivessi messaggini più divertenti di quelli di Giobbe Covatta, mi sono già giocata il bonus antipatia.

Tra poco si presenterà il problema della scelta dei regali da acquistare interpretando i gusti di 46 genitori che sarebbero sicuramente più adatti di me, che sistematicamente di regalo non ne indovino uno, all’acquisto corretto. Sarei capace di regalare un congelatore ad un eschimese ed uno shampoo ad un pelato.

E se siamo tutti d’accordo sul fatto che le nostre maestre meriterebbero la luna, l’idea di regalare loro un pacchetto massaggi è stata bocciata sul nascere. Mi hanno già ricordato una decina di volte la data della recita ma non l’ho ancora segnata sul calendario. Siamo solo all’inizio, amiche mamme e siete ancora in tempo…per carità, e per la salute mentale di quel sant’uomo che divide l’incarico con me, ripensateci e licenziatemi!

Ph. Giovanni Canfailla

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.