Sognavo di essere una mamma figa. Poi…

Sono quella che cantava “Nobody’s wife” con i capelli nero-blu, le fornarina ai piedi ed il carbone in testa, quella con 10 anelli ed il pancino scoperto, che a quarantanni si vedeva da sola in viaggio verso spiagge esotiche, forse troppo vecchia ma non abbastanza alternativa.

Sono quella che cantava “Nobody’s wife” ed ora passo il sabato sera a stirare montagne di biancheria col mollettone in testa, le calze antiscivolo e la felpa di Winnie de Pooh, con un dito di vino sono fuori come un citofono e la cosa più trasgressiva che faccio è conferire l’indifferenziata con un giorno di anticipo.

Nobody’s wife  e aspetto mio marito che rientra dal lavoro con la testa riversa nel piatto del minestrone mentre strillo ai miei figli che stavolta lo racconto anche a papà quanto sono stati monelli.
Ero quella che dormiva sulla spiaggia d’estate e andava sul motorino in maglietta a Natale, mentre ora scopro il nome dei muscoli del mio corpo a seconda del dolore col quale mi sveglio la mattina, colleziono i virus che i miei figli portano dall’asilo ed ho una discreta conoscenza dei farmaci più in voga  negli ultimi anni contro la gastrite.

Nobody’s wife a squarciagola sotto solenni docce durante le quali pianificavo serate e giornate, durante rituali di incrematura e trucco, Nobody’s wife e l’ampliamento del buco dell’ozono ad ogni spruzzata di malizia al green tea o alla vaniglia; ora faccio la doccia in 4/6 minuti al massimo, il tempo necessario a scongiurare che i miei figli facciano esplodere la casa, facendo attenzione a non lasciare mai nella zona limitrofa alla doccia il wc net per evitare di uscire dal bagno senza traccia di calcare.

Nobody’s wife e la birra gelata sotto il cielo stellato; ora le uniche stelle che vedo sono quelle dei punti al supermercato o quelle post craniate sul pavimento bagnato o scivolando sulla macchinina lasciata dietro l’angolo da mio figlio che tenta di uccidermi.

Nobody’ s wife e le Dottor Martens slacciate, la maglietta Miss Sixty e l’ombretto glitterato  Ora  arranco sui miei tacchi ogni mattina verso il cancello della scuola dei miei figli ostinandomi a non cedere al rasoterra, esco dalla piscina dopo il corso di nuoto di mio Ninni che sembro Dorothy dopo l’uragano e la sera mi trascino verso il letto stravolta; non conosco le hit del momento se non grazie alla baby dance dei miei bambini sembro la nonna di quella che cantava nobody’s wife ma ogni tanto mi concedo un momento di ribellione mentre sbatto i piatti dentro la lavastoviglie e mi esibisco in un madley che va dai Super piagiamini ai Gormiti che Cristina D’Avena in confronto è frontwoman di un gruppo heavy metal!

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.