Sognavo una principessa e invece ho partorito uno scaricatore di porto!

“Speriamo che sia una femmina” e nasce una bimba che non avrei saputo disegnare con dei lineamenti più belli, ai miei occhi. So da quando la stringo tra le braccia la prima volta che sarà la mia principessina per sempre, che giocheremo insieme a pettinare le bambole e che sceglierò per lei gli abiti più graziosi. Cresce: carnagione diafana, capelli ramati… ed un temperamento da vikingo!

Accantonato il sogno di vederla come una damina, mia figlia mi stupisce ogni giorno con un atteggiamento da scaricatore di porto e la tendenza a menare le mani. Provo a trasmetterle l’entusiasmo per i giochi femminili e lei mi lascia di stucco esultando davanti a Sam il pompiere. Litiga col  fratellino per strappargli di mano i Gormiti mentre intonse le sue bambole restano chiuse nell’armadio della cameretta. Rissosa e prepotente, Dudù non si arrende di fronte a nessuno. Ha una collezione di abitini deliziosi, raffinati e pastello, che puntualmente riduce ad uno straccio da buttare, dopo cinque minuti che li indossa, con la grazia di un lottatore di Sumo. A tavola mi giro a  guardarla mentre mangia vorace e la scopro sporca di sugo dalla punta dei capelli a quella delle scarpe. Ciò che la mia teppista pronuncia con maggiore fermezza è il  suo “no”perentorio ed ostinato. Più che da rivista di moda per bimbi mia figlia è da edizione di “camionisti in trattoria”.

Dudù che infrange i miei sogni di mamma di shopping insieme e di maratone davanti ai dvd di Sex and City, di disquisizioni sulle sfumature di rossetto, di furti reciproci di accessori e mi rassegno ad un futuro in cui la mia bambina di femminile avrà solo il nome; immagino il giorno in cui le chiederò se preferisce danza classica o contemporanea e lei affonderà un pugnale nel mio cuore optando per la lotta greco – romana, vedo già un’adolescente che avrà una scarsa propensione all’igiene personale,  che avrà i dred e la maglietta lisa che  pregherò  fino allo stremo di sostituire,  che userà solo maleodoranti  scarpe da tennis, che guiderà col braccio fuori dal finestrino e la sigaretta  tra le labbra, che si sederà in modo scomposto a guardare partite di calcio esibendosi in turpiloqui e gare di rutti insieme al fratello.

Già me la immagino la mia eterea Dudù, in tuta e mollettone all’esame di maturità, seduta con la schiena curva e la gomma da masticare prima di farsi bocciare ed intraprendere una brillante carriera nell’espurgo pozzi neri…col camion ci gioca già!

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.