Google Traduttore: esiste il bambinese?

Infans qui fari non potest o, come nel caso di mia figlia, non vult! Così sono stata costretta ad interpretare prima i pianti (come tutte le mamme) poi la gestualità insieme ad un minimo di lallazione.

Dudù 18 mesi e una grande espressività ma nessuna parola all’attivo sul suo vocabolario. Immaginate la gioia di una mamma quando per la prima volta  si sente chiamare dalla propria figlioletta, immaginate poi la delusione di scoprire che la bambina chiama mamma qualsiasi specie vivente sulla faccia della terra e su Rai Yoyo, dall’elefante alla zanzara, insieme a quella tizia che l’ha anche messa al mondo. Papà invece ce n’è uno ed è solo quello.

Piuttosto che esprimere la sua esigenza, Dudù, ci trascina fino all’oggetto desiderato e, se non capiamo cosa voglia, gesticola con le manine  protestando perchè non la capiamo. Indica con il suo piccolo indice ciò che desidera, scuote la testina se qualcosa non le piace e quando le proponiamo qualcosa che le aggrada esulta alzando le braccine e pronunciando un entusiastico “Sciiii”. Non prova neanche a farfugliare le parole, si limita a blaterare discorsi nella sua lingua con Minny e  Nenuco, infischiandosene della tizia (sempre quella che l’ha messa al mondo) che articola parole nella disperata speranza che lei prima di partire per l’università’ si sforzi di ripeterle. In compenso, quando non ottiene ciò che vuole, Dudù sa strillare così forte che farebbe impallidire  un cantante metal.

Svanita anche la speranza di trovare in Ninni un valido aiuto nella traduzione del linguaggio della sorella, mi rassegno a questo suo silenzio che secondo mio marito durerà poco, facendoci rimpiangere questi suoi momenti di afonia. Ninni, in compenso, parla anche per la sorella…senza prendere respiro lui e senza pace per noi.  Quando manifesto la mia preoccupazione per la mia bambina pigra che non vuole parlare, immagino che probabilmente sta elaborando un trattato di filosofia che mi sciorinerà per intero quando meno me lo aspetto, provocandomi un infarto.

Intanto mi godo il silenzio, mi alzo mille volte per essere trascinata verso la bottiglia d’acqua, rido ogni volta che la mia fatina dice “sciiii” e impazzisco le volte in cui, con tutta la buona volontà proprio non capisco cosa voglia dire.

La mia Dudù, che si toglie le codine, che corre a piedi nudi, che non ha niente da dichiarare e non ci accorda neanche la confidenza di parlarci, che strilla in faccia al fratello che vuole fare il prepotente, la mia Dudù: il mio adorabile pezzettino… di ribellione femminile!

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.