Come rendere indimenticabile l’anniversario di matrimonio? Organizzare un weekend con i bambini

Anniversario di matrimonio, otto anni di onorata carriera coniugale. Ogni anno festeggiamo la ricorrenza con un fine settimana da qualche parte nella nostra bella Sicilia, i primi anni da soli, poi con l’arrivo di Ninni qualche volta anche insieme al nostro bambino e qualche anno dopo insieme alla piccola Dudù.

Quest’anno i bambini li abbiamo portati con noi commettendo il peccato che mi ha portato all’inferno drtitto dritto, senza passare dalla casella del via, un inferno durato un fine settimana, quello che doveva essere del relax lontano da casa, dei  brindisi e delle passeggiate romantiche. Ho autorizzato mio marito, per le prossime occasioni in cui mi chiederà se voglio portare con noi la prole, di assestarmi una testata in mezzo agli occhi, forte, affinchè io possa ricordare quanto ho imprecato contro me stessa per non averli lasciati ai nonni in questa occasione. Perchè qualche ora da soli per due genitori  stressati e pieni di impegni è assolutamente terapeutica.

Se durante il viaggio di andata verso la nostra bella Ragusa Ibla i due teppisti hanno dormito, era solo per illuderci che tutto sarebbe filato liscio. La nostra passeggiata per le vie caratteristiche della bella cittadina è stata interrotta dalla legittima pretesa, avanzata dai bambini, di cenare, con strilli democratici che hanno fatto tremare le fondamenta delle case iblee.
Mio marito aveva omesso di prenotare il tavolo, tralasciando il particolare del sabato sera e della città piena di turisti, ma ho preferito evitare di rimproverarglielo per scongiurare la lite furibonda, così siamo stati relegati in tavolino di 30cm come quelli parigini, nel tratto di passaggio del ristorante. I camerieri, che per quei posti a sedere avevano già un’altra prenotazione, ci hanno tenuto a sottolinearlo servendoci ogni pietanza ordinata contemporaneamente, riempendo il tavolinetto, impedendoci qualsiasi movimento. Ho sventato rotture di bicchieri, effettuato manovre di disostruzione su di una Dudù che ultimamente ha la tendenza a riempirsi la bocca fino a non potere respirare, ho ceduto il mio piatto di pasta in cambio un trancio di pizza che non desideravo, abbiamo fagocitato tutto sotto lo sguardo severo del proprietario del locale che controllava nervosamente l’orologio. Ho bevuto il mio calice di vino al vetro, per lo stress  oltre che per la fretta, durante quello che più che un brindisi era un tentativo di affogare la stanchezza nell’alcol. Ho sedato Dudù che strillava davanti a Baby Shark ed ho finito la cena in un sol boccone, che ancora sto digerendo.

La mia simpaticissima bambina si è addormentata alle due del mattino, mandando in fumo ogni progetto  romantico previsto per il dopo cena.  Il posto nel quale abbiamo pernottato era incantevole ma Dudù si è svegliata 100 volte durante la notte, dunque abbiamo dormito male, ci siamo svegliati peggio. Abbiamo trascorso la domenica mattina a Modica, e dopo aver pranzato nel nostro ristorante di sempre, siamo rientrati  a casa presto con la speranza di riposarci in vista del lunedì.

Il weekend più stancante del quale io abbia memoria. L’anno prossimo per l’occasione il fine settimana lo trascorreremo da soli. A Katmandu!

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.