Maestre e regalo di Pasqua. Siete a favore o contro?

Nella chat di classe l’intervento della rappresentante dei genitori suona come la colonna sonora di un film di Dario Argento, opportuna come una cartella esattoriale, puntuale come il virus stagionale, pronta a proporre qualche simpatica iniziativa, l’idea di qualche presente, il sovvenzionamento di qualche progetto ovvero una forma di riscossione di tributi a vario titolo.

Dopo una di quelle giornate infernali durante le quali il postino ha recapitato una serie infinita di bollette ed inviti a matrimoni e battesimi del cugino di centottantesimo grado,  la brillante idea della rappresentante di classe di istituire l’usanza del regalo di Pasqua alla maestra, sortisce un effetto di delirium tremens. Ma è la precisazione della cifra da sborsare che scatena l’ira funesta delle mamme a suon di emoticon e gift degne dell’eleganza di uno scaricatore di porto. Insieme a quelle benedette mamme scriteriate con gli arti superiori a colabrodo dedite al consumismo sfrenato, coesistono donne che quotidianamente centellinano stipendi e si prodigano nella moltiplicazione di omogeneizzati e pannolini.  Con la somma prospettata dalla generosa rappresentante di classe, a consegnare l’uovo di Pasqua alla sig.ra maestra dovrebbe essere Mr Lindt in persona, un ovale grande come il parlamento di Bucarest, fatto con le fave di cacao raccolte dal sultano del Madagascar in persona. Darsi latitanti ed eludere telefonate e messaggini non è sufficiente a sfuggire alle richieste: la rappresentante scoverà la mamma insolvente in ogni angolo del globo e la convincerà con un “manca solo la tua quota!”.f

A fine anno, a furia di collane e catenine avremo trasformato quella santa donna dell’insegnante dei nostri figli in un rapper da trasportare col furgone portavalori, ella, un giorno, dopo aver venduto tutto ad uno di quei negozietti “compro oro” lascerà i nostri figli ai loro geroglifici infischiandosene dei programmi ministeriali per trasferirsi a Tenerife. Diciamoci la verità: che meriti di essere ricoperta d’oro solo per la pazienza che usa con i nostri bambini è una verità inconfutabile ma che ad ogni piè sospinto i genitori debbano essere chiamati ad aprire il portafogli mi sembra un’esagerazione. Passi per il Natale e la fine dell’anno ma se per ogni ricorrenza, fosse anche la sagra della ricotta di Vizzini, la nostra adorata insegnante, debba ricevere ricchi regali mi sembra eccessivo. E se veramente si trattasse di un “pensiero” basterebbero pochi euro a bambino ed un dolce di cioccolato ma le cifre prospettate sono uno sproposito, una delle cause del calo delle nascite: una famiglia con due bimbi come la mia, necessita di mezzo stipendio solo per queste splendide idee regalo. Come se non bastassero tutte le spese extra relative alle attività scolastiche la chat di classe talvolta si trasforma in un salasso.

Che poi, queste maestre, tante volte piuttosto che sbrilluccichini e moine, piuttosto che ciondolini e ninnoli si aspetterebbero un po’ di rispetto e meno ingerenze nel loro operato, un po’ di indulgenza quando sbagliano e un minimo di reverenza dai nostri figli ma per alcuni genitori, è piuttosto il rispetto che costa caro.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.