Essere mamma di due figli e sentire di averne cinque

La mia esperienza di mamma di due figli che hanno una differenza di età di tre anni si traduce in momenti di ordinaria follia, durante i quali piangono spesso all’unisono, manifestano contemporaneamente esigenze diverse e insieme si alleano per distruggermi l’appartamento; si traduce in momenti in cui mi siedo sul water per una pipì che mi scappa da ore, Dudù mi si arrampica addosso per attaccarsi al seno e Ninni si dimena come se fosse tarantolato sbraitando perchè non riesce a liberarsi dal costume di carnevale; si traduce in mattine di ritardo al lavoro, in seggiolini allacciati a turno, nella speranza che il deodorante funzioni e non mi riduca ad un’arma batteriologica anche dopo la corsa disperata verso il cancello della scuola, con una nanetta in braccio ed un folletto per mano.

Vuol dire sventare tentativi di omicidio preterintenzionale del fratellino, vuol dire che su mille il gioco di uno (e proprio quello!) lo vuole anche l’altro.

Vuol dire reprimere l’urlo quando la piccola si è miracolosamente addormentata ed io accarezzo indebitamente l’idea di una doccia che duri qualcosa in più di mezzo secondo ed il fratellino si esibisce nel suo gioco più rumoroso facendo saltare sua sorella dal passeggino ed i miei sogni di igiene personale.

Vuol dire mettere a posto i giochi di uno mentre l’altra sparge per casa i suoi.

Vuol dire un bagnetto dietro l’altro, un cesto di bucato alto più di una sequoia sempervirens, gestire i capricci al quadrato dettati dal sonno e mantenere in funzione una lavatrice che urla vendetta.

Due figli e la gastrite. Due figli che se si addormentano in macchina mentre torniamo a casa, o restiamo a dormire in garage o mi trasformo nella dea Kali. Due bambini piccoli con l’insonnia a giorni alterni, che la notte si danno il turno per farmi alzare dal letto perché la mattina possa avere la gioia di vivere e l’incarnato radioso di Lurch della Famiglia Addams.

Due figli per  presentare in tavola almeno tre formati di pasta diversi e stendere i panni sulla Salerno Reggio Calabria. Due per riempire quelle sedie che abbiamo scelto per la cucina, per le risate che riecheggiano per l’appartamento, due perché da soli io e mio marito insieme eravamo pochi, con Ninni non eravamo abbastanza e con Dudù siamo perfetti.

Due figli perchè io posso anche impazzire ma mi scoppia il cuore di gioia a vederli giocare insieme perchè due figli sono l’uno un regalo per l’altro.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.