La playlist dei genitori: canzoncine e filastrocche sotto la doccia

Ti accorgi di essere diventato papà quando sotto la doccia invece di cantare come un indemoniato Albachiara, che Marlyn Manson in confronto è Cristina D’Avena, ti ritrovi a intonare con un nonsochè di neomelodico “Whiskey il ragnetto sale la montaagna”.

Perché un’altra croce dei genitori (oltre i gruppi Whatsapp delle mamme) sono queste bellissime canzoncine che sembrano carine e melodiose ma che hanno di sicuro a che fare con qualche cosa di satanico, quasi demoniaco.

E per i primi anni dei più piccoli la canzone più rock-alternativa che ascolti è “Baby Shark turututu Baby shà”.

Canzoni tristissime, con storie di drammi esistenziali che le canzoni di Marco Masini in confronto sembrano balli latino – americano.

Ci sono le tre scimmiette che saltano sul letto e si sfondano il cervelletto (con il risultato che ogni volta che Gennarino salta sul letto mi prendo 15 gocce di Xanax)

Poi c’è lo sfigatissimo ragnetto Whiskey che cade sempre giù, giù, giù.

Poi c’è Topolino Topoletto che si è ficcato sotto il letto, la mamma lo prende in pieno (lo “ciacca” per i napoletani) con la scarpina e trova pure l’ospedale chiuso (più che una canzoncina per bambini è un atto di denuncia contro la Malasanità).

Sempre sul filone degli incidenti domestici c’è Humpty Dumpty, l’uovo che cade dal muretto e si sfracella.

Certo anche ai nostri tempi non è che le canzoncine erano proprio questo concentrato di buoni sentimenti.

Diciamo che siamo abituati a questo genere di filastrocche.

Pensate per un attimo alle 3 civette sul comò che facevano sesso con la figlia del dottore o all’elogio del tabagismo della più classica delle conte “Boom, passa Paperino con la pipa in bocca, guai a chi la tocca”.

Io non lo so il perché di queste storie tristi nelle filastrocche (psicologi se ci siete battete un colpo) e nell’attesa di capirlo ripetete (e cantate) con me:

“Se sei felice e tu lo sai batti le mani, se sei felice e tu lo sai batti le mani,  se sei felice tu lo sai e mostrarmelo potrai se sei felice e tu lo sai batti le mani”

 

 

 

 

News Reporter
Papà di Gennaro e Nina, zio di Antonio ed Emilia. Cervello da tronista, fisico da scrittore ed il solito non si impegna abbastanza. Non riesco a pronunciare la parola internazionalizzazione