Troppi compiti, oggi non si esce

Oggi vi racconto di uno degli impegni pomeridiani più temuti dalle mamme, il più antipatico degli appuntamenti, la più fastidiosa delle responsabilità. Per una volta non tratto l’argomento del bucato da stirare ma dei compiti scolastici da svolgere insieme ai figli.

Suppongo che nel tempo che le mamme impiegano dietro i compiti assegnati ai figli, potrebbero conseguire due lauree. Conosco donne affrante dalla mole di copiati, pagine di scienze, disegni ed espressioni aritmetiche, in preda ai deliri della “maestrina dalla penna rossa”. Queste mamme vivono l’incubo dell’interrogazione di storia dei figli al mattino seguente, hanno disseppellito dalla loro memoria le vicende di Guelfi e Ghibellini e le hanno sostituite a quelle delle loro paladine di Sex and City, insieme ai vassalli ai valvassini valvassori che agitano le loro notti nelle sembianze di quel gran pezzo d’uomo di Jason Momoa. Hanno riscoperto la presenza dl Tigri e dell’Eufrate, degli insiemi  concettualmente diversi  dalla comitiva per lo spritz.

Sono donne affrante dalle coniugazioni verbali, dal peso dei sussidiari, dall’ansia della lavagna, schiacciate dalla mole di lavoro che, di grazia, dovrebbero svolgere i loro figli autonomamente, trascorrono pomeriggi in versione Signorina Rottermeier fino a tarda sera.

Ai miei tempi, al massimo in terza elementare (giusto il tempo di capire come approcciarsi allo studio delle materie che richiedevano un’ esposizione orale) e salvo casi eccezionali, per lo più eravamo scolari autonomi e liberi di prendere un cattivo voto

il giorno seguente assumendocene pienamente la responsabilità. Una buona percentuale di persone della mia generazione, a prescindere dal percorso scolastico successivo alle scuole dell’obbligo, oggi è per lo più in grado di esprimersi in italiano corretto e a far di conto.

Se è vero che nella scuola moderna il peso dei libri è aumentato a dismisura, determinando la sostituzione della cartella con un trolley che risulterebbe fuori dagli standard di imbarco della Rayanair, se il numero di insegnanti è prolificato e le mamme sacrificano la loro vita al risultato scolastico dei figli, come se fosse la realizzazione di chissà quale narcisistico bisogno, viene fuori una generazione che si esprime come Luca Giurato, incapace di scrivere una frase di senso compiuto senza usare abbreviazioni, con un vocabolario che comprende 15 termini in tutto ed una capacità oratoria che in confronto Young Signorino è Umberto Eco. Forse se si assegnassero un paio di espressioni in meno e si suggerisse la lettura di qualche libro in più, se anziché le solite banalità si consigliasse la visione di film d’autore…se noi mamme ci facessimo un po’ i fatti nostri e li responsabilizzassimo ad un due in pagella, forse avremmo una generazione più libera, autonoma e più colta.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.