Carnevale: torna la caccia al vestito più in voga

Apprendo sempre con un brivido di terrore misto a sofferenza, generalmente dalle fotografie postate dalle mie amiche mamme che ostentano fagottini travestiti da qualunque cosa, dell’avvicinarsi del Carnevale.

Dopo lo sgomento iniziale, una rapida occhiata al calendario: sistematicamente ogni anno arrivo in ritardo per la corsa al costume per la festa in maschera a scuola. Dopo avere scorso le immagini di internet sui travestimenti più in voga tra i bimbi dell’età dei miei figli comincio a maledire nell’ordine del palinsesto tutti i cartoni animati dei vari canali televisivi, senza saltarne neanche uno.

Il pigiamino dei Pj Mask costa uno sproposito, figuriamoci se questi anziché in tutina andavano in giro in tait di Valentino! L’uomo ragno lo ha firmato Ermenegildo Zegna quest’anno, e Batman ha maschere più costose del chirurgo plastico delle sorelle Kardashian.

Per la mia Dudù il must have di quest’anno sarebbe il costume da unicorno, il condizionale è d’obbligo perchè anch’esso si presenta con un prezzo mitologico. Allora ho pensato, memore dei favolosi anni 90 quando ci si travestiva da Punk per tagliare la testa al toro (e lo si faceva con quello che si aveva in casa) di passare ai costumi fai da te: spulciando le immagini su internet ho trovato di tutto, sulla scia della doccia del ragazzo dal kimono d’oro di “sfigatoria memoria” ho reperito fotografie di infanti travestiti da uovo fritto, da confezione di ketchup, da elettrodomestico e addirittura da bustina del tè.

Facilmente realizzabile potrebbe essere il travestimento da cesto dei panni sporchi con la bimba dentro e tanto di detersivo per la lana come accessorio, quest’ultimo personalmente mi avrebbe tolto n bel po’ di problemi ma preferisco non rischiare che i miei figli da adulti abbiano bisogno di una serie di sedute di psicanalisi.

Approfittando del pallore cadaverico che ci hanno lasciato i malanni di stagione volentieri opterei per il tema del paranormale ma il mio Ninni non è entusiasta di fare lo zombie. Con una serie di timbrini sul viso, gli errori di papà nel taglio dei capelli, ed i vestiti di qualche taglia più grande potremmo arrangiare un travestimento da rapper ma anche questa opzione non ha convinto mio figlio.

Deposte le mie armi di mamma parsimoniosa (strano a dirsi ma anche le mamme blogger si fanno i conti in tasca!) ho trovato la soluzione: per Dudù che non può esprimere il suo dissenso ho selezionato un po’ di materiale per trasformarla in una fatina, per Ninni  riciclata da un vecchio costume una tuta nera ed un mantello, dovrò cedere al fascino dei prezzi  del post-guerre stellari e trovare, non so ancora dove, la maschera di quel quel gran simpaticone di Darth Vader.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.