Case sommerse da giocattoli

Prima di diventare madre fantasticavo di insegnare ai miei figli ad avere poco e tenerlo caro, programmavo di lasciare loro pochi giocattoli e con una funzione didattica, di vederli costruire galeoni e disegnare farfalle nella loro cameretta con la musica di un cariollon in sottofondo.

Nella realtà le cose sono andate diversamente: dopo la nascita di Ninni la mia casa è stata trasformata nell’area espositiva della giochi preziosi, il pavimento del mio appartamento è una distesa di macchinine e trenini pronti ad essere calpestati ed ad atterrarci ad ogni momento di distrazione. Oltretutto molti di questi oggetti infernali si animano per emettere, in maniera del tutto spontanea, suoni indefinibili ma infartuanti. Per tre anni ho avuto in giro per casa solo autoccarri, aeroplani , betoniere ed altri mezzi pesanti, tamburi e strumenti che hanno provocato in tutta la famiglia la perdita del sonno e dell’udito.

Con l’arrivo di Dudù il cumulo di giochi si è arricchito di bambole di tutte le etnie, forme e dimensioni; bambolotti col biberon, col pannolino, con il ciuccio e con il reflusso. La più istruttiva è una bambolina che parla ed ora mia figlia ha la lallazione che presenta la stessa cadenza del suo giocattolo, praticamente parla come Super Vicky. Spesso durante la notte si può assistere a fenomeni paranormali: gru, che incastrate a pressione sotto un divano, cominciano a lampeggiare nell’oscurità della casa illuminandola a giorno, vagiti assordanti emessi da nenuchi finiti sul fondo di un cassettone dove hanno perduto il loro demoniaco ciuccio, ed altri rumori e suoni vari che hanno determinato l’insorgere di tic nervosi in me ed in quel sant’uomo di mio marito. Il problema è che tutti questi giochi sono il frutto di qualche regalo di compleanno, di nascita o di Natale, talvolta qualche riciclo di oggetti appartenuti ai cuginetti perchè io e mio marito ci rifiutiamo categoricamente di arricchire la collezione fin troppo nutrita dei nostri figli.

Sistematicamente questi giochi ricevuti in regalo vengono degnati di qualche attenzione per finire sul fondo di una cesta dalla quale riemergeranno dopo qualche mese per essere utilizzati ancora ma giusto qualche minuto. Così, periodicamente, la mamma si arma di sacchetti capienti e fatta una bella cernita regala dei giochi nuovi ad altri bimbi, senza che i miei figli si accorgano della loro sparizione. Perchè i bambini di solito sono attratti sempre da altro rispetto a quello che hanno a disposizione: Ninni attraversa la fase della passione per l’edilizia e costruisce strutture ricorrendo all’utilizzo di tutti i cuscini reperibili in casa, Dudù preferisce giocare a pallacanestro servendosi di un più accessibile water come cesto ed infilandoci dentro dal telecomando alla calza della befana, dai cosmetici di mamma al rasoio da barba di papa’.

Che ci giochino o meno però, le loro cianfrusaglie sono sempre in giro per casa pronti, in un modo o nell’altro, ad arredare il nostro appartamento ed ad attentare alle nostre vite.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.