Se l’epifania anche i kg in più portasse via…

Con l’epifania tutte le feste sono volate via e con esse la bella atmosfera natalizia, la buona predisposizione d’animo, i cioccolatini, la luce delle candele, i pranzi in famiglia e la possibilità di noi mamme di farci obbedire sotto la minaccia della telefonata a Babbo Natale o alla meno indulgente Befana.

In compenso ci sono rimasti i buoni propositi per l’anno nuovo (al momento tutti disattesi), 475 kg in più da smaltire, il panettone con i canditi ed il regalo della zia Peppina da conferire nell’indifferenziato perchè non lo vogliono neanche per la pesca in Parrocchia… Per quanto mi riguarda ho deciso di dare una seconda chance al mio albero di Natale perchè se il ficus benjamin può stare in appartamento tutto l’anno non vedo perchè l’abete debba subire questa discriminazione: il mio, spogliato di tutte le decorazioni, è un bellissimo tocco di colore in salotto fino a quando non ci decideremo a portarlo in garage, a Marzo.

Come ogni anno, durante le feste mi ero ripromessa di mettere a posto casa, di organizzare delle cene con gli amici, di fare qualche telefonata,  di realizzare qualche nuova ricetta , di scrivere un romanzo e di provvedere a terminare i lavori sulla Sagrada Familia. Inutile precisare che durante le mie vacanze, che di fatto si sono ridotte a quattro giorni di assenza dal lavoro, ho annaspato tra i miei soliti impegni e l’unica attività ulteriore che ho svolto senza risparmiarmi è stata mangiare, senza ritegno e senza scrupoli. Resta nella cronologia di google l’interrogativo su come smaltire anche i sensi di colpa insieme ai 12 pandori ed alle 68 collorelle di mandorle e miele di ciascuna delle quali potrei dare esatta localizzazione sui miei glutei. Ho ancora da consegnare qualche regalo di Natale, prima che la carta con le renne passi di moda e lo scaldacollo che c’è dentro non serva più.

Ho riposto le campanelle, le palline e il vischio ma il contenuto della calza della Befana giace pericolosamente in dispensa come lascito, un dolce ricordo della sagra della glicemia. E se per me questi giorni sono passati troppo velocemente, oggi mi sento di riconsiderare chi ha tirato fuori dal cassetto la tovaglia rossa e le decorazioni a Novembre, che loro ci abbiano visto giusto e anticipando i tempi abbiano goduto di più della bella atmosfera di festa? Mio figlio canterà Jingle Bells fino a Ferragosto, perchè il mio intento di trasmettergli l’entusiasmo per il Natale è arrivato ben oltre le mie aspettative e per Ninni Natale è tutto l’anno. Dudù non ha fatto che togliere addobbi dall’albero e spargerli in giro per casa. Per quanto mi riguarda salterei a piè pari questi mesi che ci separano dal tepore della Primavera, dagli stormi di rondini, dal sole e dalle uova di Pasqua, giusto per dare un pizzico di continuità alla festa ed alla cellulite. Perchè le vacanze e l’atmosfera delle ricorrenze non durano mai abbastanza ma i segni dei festeggiamenti permangono fino a Ferragosto…specie se non si ha il tempo di andare in palestra.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.