Natale senza i nonni

Inevitabilmente l’atmosfera Natalizia rievoca ricordi d’infanzia: le lunghe tavolate e le famiglie riunite per la cena del 24. Il tepore delle case scaldate dalla presenza prima ancora che dal calorifero, le maratone delle nonne in cucina  per la realizzazione delle tante portate che non dovevano stupire ma tramandare una tradizione. Nella mia famiglia il Natale aveva un sapore strano, si pensava sempre a chi mancava, perchè non c’era più o solo perchè uno screzio senza importanza lo teneva lontano da quella tavola imbandita.

Era un momento in cui si registrava e si sentiva forte l’assenza, nonostante si ingannasse la nostalgia con l’attesa di un regalo, giocando a carte con il nonno o rubando una frittella. Se per anni, io e mia sorella, che eravamo le nipoti più grandi, ci siamo lamentate di quelle feste trascorse sempre a casa della nonna, senza niente di nuovo che le rendesse diverse dagli anni precedenti, senza un ospite inatteso, senza una pietanza diversa da quelle che puntualmente si presentavano a tavola in quella occasione.

L’albero a casa della nonna era piccolo, addobbato in maniera classica, posizionato sopra un mobile basso del soggiorno, accanto il presepe  semplice,una casetta di legno con la natività ed un pastorello. Ci raggiungevano gli altri nonni e stavamo tutti insieme, al caldo di una stufa a legna con l’odore di mandaranci che impregnava la stanza. Dopo cena si aspettava la mezzanotte, l’ora della nascita di Gesù bambino. Qualcuno nell’attesa si assopiva sulla sedia, il nonno russava e ci scappava una risata. Crescendo quelle ore ci separavano da una giocata a carte con gli amici che avremmo raggiunto di lì a qualche ora. Se da piccole quell’aria che odorava di carbone e agrumi era confortante, crescendo la temevamo perchè rappresentava le solite noiose serate senza divertimento. Adesso le  nostre case sono fredde e asettiche come sale operatorie, i caminetti sono stati blindati perchè non sia mai che si esca di casa fragranti di carbonella piuttosto che di ambipour, gli odori della cucina non pervengono neanche al fiuto dei cani da tartufo perchè ai fornelli anziché la nonna c’è il bimby e le famiglie per qualsiasi banale motivo sono andate a farsi friggere insieme al baccalà ,ma sotto l’albero ci sono così tanti regali che compensano la mancanza di sincerità nei rapporti intersoggettivi e mettono a posto la coscienza.

Ora che quella tavola non viene più apparecchiata da anni, ora che nessuno prepara più frittelle, ora che quell’alberello non nasconde più il regalino comprato con tanto cuore e quelle due lire di pensione, ora che nessuno gioca più a briscola e non si sceglie più il profumino o la collana per la nonna, ora che la passerei con gioia una serata noiosa come quelle di allora, ora che a tavola tanti posti a sedere non ci sono più…se sbuccio un mandarino sento l’odore di quel Natale di quando ero bambina e se le sedie sono vuote il mio cuore è ancora pieno di quel calore.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.