Più che una tata mi servirebbe una fata

Ho passato la mia domenica a stirare un cesto di panni alto quanto me, verso il fondo sono stati rinvenuti capi d’abbigliamento che non ricordavamo neanche di possedere. Qualche vestitino di Dudù le va già piccolo e per quanto mi figlia cresca velocemente,la causa è che il bucato veniva strategicamente ignorato da troppo tempo.

Il problema della gestione della casa da parte delle mamme che lavorano e coltivano anche le loro passioni si presenta puntuale ogni volta che il marito sottolinea di non avere più camice da mettere, il pavimento si presenta come una distesa di giocattoli e la dispensa risulta poco fornita. Il sabato pomeriggio vorrei possedere una bacchetta scintillante e mettere tutto in ordine recitando una formula magica.

Durante la settimana riesco a fare il minimo indispensabile, nonostante lavori solo part-time, la sera ho cominciato le prove per uno spettacolo ed alle 20 devo essere fuori di casa e con una parvenza di cena pronta per quel sant’uomo di mio marito che molto spesso ripiega su di un piatto di spaghetti con l’olio o ricorrere all’aiuto di un pizzaiolo. Il pomeriggio vola tra le esigenze dei bambini ed il rispetto delle minime norme igieniche di servizi e cucina, giusto per non attirare l’attenzione degli assistenti sociali. Se Dudù reclama le mie attenzioni, a finire di mettere ordine in cucina dopo pranzo, posso metterci ore, finendo giusto in tempo per dispensare la merenda.

Inutile precisare che il sonnellino pomeridiano di mia figlia insonne dura giusto mezz’ora, durante la quale infilo qualsiasi cosa mi capiti a tiro dentro la lavastoviglie e spazzo velocemente il pavimento prima che arrivi Dudù a farlo con i suoi pantaloncini di velluto. Frattanto il bucato incartapecorisce sullo stendibiancheria.

Stamattina ho scoperto a mie spese che in bagno mancava la carta igienica, ho convinto mio marito dell’efficacia del tea tree oil per l’igiene orale per non confessare che ho dimenticato di comprare il collutorio, ed a volte rientrando a casa, dimentica di quanto caos io abbia lasciato uscendo, penso che siano passati i ladri. Devo ammettere che la prima disordinata della famiglia sono io, e trovare qualcosa quando mi occorre è più difficile di un terno al lotto. Se non mi rassegno all’idea che da qualcuno dovrei farmi aiutare è solo perchè mi riesce difficile ammettere che sono umana ed esistono dei limiti, anche per una mamma.

L’idea di rinunciare alla mia vita per avere una casa in ordine non la prendo proprio in considerazione, forse è meglio avere un delirio intorno ed una mamma felice. Sto cercando una colf ma deve avere dei requisiti, dei poteri paranormali, finora hanno risposto all’annuncio Creamy, Sailor Moon, Mastro Lindo e mia suocera (che se li fuma tutti nella pipa!). Se risolvo vi aggiorno!

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.