Mamma abbiamo preso l’aereo: destinazione Parigi!

Dopo 5 anni siamo partiti per uno dei nostri weekend a Parigi, per la prima volta in quattro. Se Ninni è oramai un viaggiatore navigato, la nostra Dudù volava per la prima volta e lo faceva  verso la più bella città del mondo.
A causa del brutto tempo il nostro volo ha subito un ritardo di 2 ore, che abbiamo trascorso dentro un terminal gremito di gente, dentro il quale si misurava una temperatura equatoriale, spogliandoci lentamente dei 12 strati che costituivano il nostro abbigliamento più adeguato a scalare l’Everest che a visitare una capitale Europea.
Una mamma organizzata avrebbe preventivato un tale inconveniente portando con sé qualche distrazione per i bambini ed uno spuntino supplementare, ma io appartengo alla categoria delle mamme disagiate e al primo lamento di Dudù l’ho attaccata al seno e Ninni ha avuto il permesso di guardare un video sul telefonino.

L’esigenza di conciliare la praticità di viaggiare leggeri e quella di portare l’occorrente per proteggere dal freddo quattro persone ha determinato che il mio zainetto, per quanto piccolo e pratico, avesse però il peso specifico di un trattore cingolato. Oltre allo zaino, conducevamo l’ovetto di Dudù, la borsa per il cambio, ed un piccolo borsone che ci conferiva l’aspetto dei trafficanti d’armi. Sono stata assalita dal panico nel momento in cui mi sono resa conto di non aver portato da casa il paracetamolo per i bimbi facendomi scattare il tic del controllo della temperatura.

L’atterraggio a Parigi, in ritardo rispetto a quanto previsto, ci riservava temperature rigide e le solite  meraviglie che hanno tenuto svegli e pimpanti i miei figli fino alle 2 del mattino, mentre io e mio marito volevamo  solo svenire sul cuscino del nostro super lettone . Per la prima volta da quando frequentiamo gli hotel parigini, il mio consorte aveva scelto un hotel con un camera particolarmente grande per gli standard del posto e con ben 5 letti. Inutile precisare che ogni notte l’abbiamo trascorsa comunque in quattro sul lettone, con buona pace delle buone intenzioni di dormire comodi almeno in vacanza.

Nonostante le temperature rigide, specie per chi parte da una Sicilia che attraversa l’estate di San Martino, le giornate erano soleggiate. Il mio Ninni ha potuto vedere da vicino la Torre Eiffel, la piramide del Louvre e l’Arco di trionfo. Dudù ha dormito beatamente durante il giorno e ci ha tenuti istericamente svegli durante la notte. La mia piccola non ha assolutamente gradito gli omogeneizzati francesi e si è nutrita unicamente di baguette, croissant, contorni dei piatti di papà e latte di mamma. Ninni, per quanto tradizionalista, ha ceduto al fascino della cucina parigina ed ha anche coronato il suo sogno di assaggiare i macarons.  Lo stupore negli occhi di mio figlio davanti alla grandeur francese è ciò che di meglio potessi desiderare da questo viaggio. E se i bambini hanno gioito della vista dell’albero di palloncini delle Galeries Lafayette , dei negozi di giocattoli più forniti e colorati, delle giostrine più romantiche,  io e mio marito la sera ci siamo concessi una bottiglia di beaujolais, i locali con la luce soffusa e il romanticismo della città che ogni anno, fino a quando non è nato Ninni, faceva da scenario al nostro anniversario di fidanzamento.

Care mamme, viaggiare con i bimbi piccoli non è un problema, è semplice nella misura in cui sappiamo adattarci noi per prime, senza porci troppi problemi e lasciando che loro vivano una nuova avventura. Il piacere di far vivere ai nostri figli nuove esperienze ci ripaga di ogni sacrificio, stanchezza e ansia.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.