Non sono una mamma miss perfezione

Una delle situazioni che in assoluto mette più a dura prova l’equilibrio psicologico, di suo abbastanza labile, di una madre, è l’incontro con l’esemplare, (ahinoi!) non raro, della “mater omniscentis”. Il personaggio in questione si caratterizza per avere una competenza smisurata in fatto di “allevamento” dei figli, il termine è corretto semplicemente perchè la donna in questione sottovaluta che si tratti di “persone in miniatura” e disquisisce dei figli come se si trattasse di lumache.

Di fronte alle chiacchiere delle mamme comuni mortali, trafelate e scomposte, confuse e impegnate, la mamma laureata in scienze della organizzazione, allarga le narici, raddrizza la schiena protendendo il nuovo push up per donne che non devono chiedere mai, sfodera il sorriso fino ai denti del giudizio (lei, in quanto essere superiore ne ha anche qualcuno di più) e con l’aria della scolara che ha appena risolto l’espressione alla lavagna, esordisce con la sua filippica sull’equazione della famiglia perfettamente funzionante: puntualità misurata con un orologio svizzero per gli appuntamenti e l’ingresso a scuola, casa ordinata, marito connivente che si sottopone ai lavori forzati assegnatigli in tedesco, figli con due piedi in un antiscivolo e ripartizione dei lavori domestici nella tipologia del sistema carcerario.

Mentre la signora sciorina le sue abilità nella gestione della propria caserma, il mio pensiero corre ai figli teppisti narcotizzati dai gaiser sottostanti l’abitazione, che se ne vanno in giro a scrivere oscenità sui muri, a mariti che la sera, nella penombra della cucina asettica, dopo avere asciugato le posate e portato giù il pattume chattano con Ylona, che in realtà è un camionista di Augusta ma almeno scrive frasi dolcissime. E poi penso alla soddisfazione della mamma perfetta che trova gratificazione nel precisare che le altre fanno tutto male, sono carenti nell’educazione dei figli e peccano nella ripartizione dei compiti. Autoreferenziali, tronfie, sicure e con lo sguardo da invasata.
Al loro cospetto di solito sorrido, annuisco apparentemente interessata alle perle di saggezza che dispensano senza richiesta, le assecondo e lascio che credano di essere le depositarie della verità assoluta in fatto di educazione dei figli e di gestione della famiglia. In realtà dietro la mia espressione da scolaretta all’ultimo banco, si nasconde  un’enciclopedia di imprecazioni filtrate dalla mia buona educazione, contro colei che pensa di essere più mamma di tutte le altre, una mamma da 10 e lode.

E allora oggi mi sento di scrivere una cosa per chi mi legge e per me stessa ed è la seguente: io sono una mamma felice con le mie ansie, i miei dubbi, i miei capelli in disordine e la casa che sembra un accampamento beduino dopo la tempesta. La mia vita mi piace così: col disagio, gli errori e le bocciature,divertente, libera e selvaggia, senza schemi e procedure, e comunque mi merito la sufficienza per l’impegno!

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.