Ragazze è cominciata la scuolaaa!

Care colleghe mamme, siamo pronte: tra qualche giorno i nostri bambini torneranno a scuola e noi ad avere una vita regolare… o quasi.

Terminata la corsa all’acquisto del materiale scolastico che ci ha fatto aggirare tra i corridoi delle cartolerie con un elenco lungo come un rotolo di carta igienica, in versione Edward Mani di forbice ospite ad Art Attack, alla ricerca del pennello giusto, del goniometro giusto, del pennarello in tinta con la maglietta che nostro figlio macchierà indelebilmente, di temperamatite, righelli, compasso e uomo vitruviano in persona; dopo la scelta dello zainetto iperaccessoriato la cui pubblicità ha ipnotizzato i nostri figli già il giorno successivo all’inizio delle vacanze estive: quello con le lucine stroboscopiche, i risvoltini, con le sirene luminose che avvisa il temerario scolaro se c’è la maestra nei paraggi; dopo avere ordinato, ritirato e accuratamente foderato i libri ed avere venduto un rene per pagarli; dopo avere adempiuto alla somministrazione di tutti i vaccini obbligatori, effettuato la prevenzione per la pediculosi, l’onicomicosi ed il callo dello scrittore; dopo avere studiato manuali di psicologia applicata  per analizzare, studiare, radiografare la nuova insegnante dei nostri figli, siamo finalmente pronte ad affrontare un nuovo anno scolastico.

E già immagino il delirio di quei primi giorni, il parcheggio selvaggio post Parigi dakar, con le quattro frecce accese in dodicesima fila per trascinare pargoli poco convinti oltre la linea di demarcazione del “fine pena mai”. Immagino gli sguardi inquisitori delle mamme al primo giorno di asilo nido dei figli, con l’orecchio parabolico in grado di percepire il minimo lamento dell’infante lasciato tra le braccia di quell’estranea della maestra.
Immagino le corse verso la libertà di andare a lavoro o a fare la spesa da sole, senza l’ansia dei dolci dispensati dalle nonne, senza i capricci del sonno a dettare i tempi della routine mattutina. Immagino l’immensa pazienza degli insegnanti ai quali affidiamo un pezzo del nostro cuore, il più importante, coloro ai quali guardiamo con diffidenza i primi giorni di scuola e che poi diventano il nostro alter ego, il resto dell’equipe che insieme alla famiglia provvede all’educazione prima che all’istruzione della società del futuro. Penso alla responsabilità che essi hanno e che talvolta risulta superiore a quella di noi genitori perchè supplisce là dove noi, per distrazione, per  incompetenza, manchiamo.

Personalmente conservo un ricordo meraviglioso dei miei primi giorni di scuola, dei quaderni nuovi, dell’odore della carta dei libri intonsi e soprattutto conservo un debito di gratitudine nei confronti degli straordinari insegnanti che ho incontrato nella mia carriera scolastica  (per altri a dirla tutta conservo un po’ di parolacce, ma quella è un’ altra storia!).

Un interrogativo rimane insoluto, da sempre: se noi genitori viviamo il disagio di gestire i nostri figli, uno, due tre alla volta…che gas useranno mai, loro, quale sostanza stupefacente, per gestirne 20?

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.