Mamme al mare con i figli. E le chiamano vacanze?

Mamme, vi preparate alle ferie estive immaginandovi distese al sole come salamandre, rilassate al punto che anche le funzioni vitali funzionano in modalità risparmio energetico mentre passeggiate con la falcata da femme fatale sulla battigia al crepuscolo? Scordatevelo!

Se avete avuto il coraggio di programmare le vostre vacanze al mare vi aspetta un girone infernale che neanche Dante nella sua fervida fantasia avrebbe potuto immaginare.
La mamma sulla spiaggia presenta tratti caratteristici inconfondibili: si presenta come un groviglio di cianfrusaglie con i piedi, vagamente somigliante ad un vucumprà rispetto a quest’ultimo presenta però una colorazione meno uniforme, di solito a pois o stelle e strisce. Arranca verso l’ombrellone in orari da vampiro, vivamente consigliati dal dermatologo dei figli ma non dal suo psicanalista ovvero quando sulla spiaggia ci sono solo pescatori e gli operai che la ripuliscono.

La bagnante ha al seguito uno o più bambini perfettamente ordinati e puliti mentre lei ha l’aria di una che nottetempo è stata rapita dagli alieni; talvolta trasporta, insieme al ciarpame, anche uno o più figli in braccio nel caso in cui abbiano esigenza, insieme a betoniere, escavatrici, secchielli, palette, qualche dipendente dell’ANAS, bambole, bambolette, cappellini, braccioli, ciambelle, zattere e transatlantici.

Raggiunta la postazione estrae dalla borsa svariate tipologie di creme: crema solare che ha lo stesso fattore protettivo della mascherina del saldatore, crema repellente per le zanzare che appesta il litorale di fragranza alla citronella, crema alla melaleuca, crema all’arnica, crema ristrutturante per i capelli (di solito scaduta da un quinquennio), zuppa inglese e crema chantilly per dare inizio al suo rituale quotidiano di karatekidiana memoria di “metti la crema e togli la crema”.

Mentre i bambini ultimano un Empire State Buiding di sabbia, la mamma è ancora con l’infradito ed i vestiti addosso, ma si è comunque ustionata i piedi. Quando la mamma è in procinto di sfilarsi la maglietta comincia il rito del bagno del resto della famiglia, per l’occasione, nonostante i bambini sguazzino in dieci cm di acqua sotto la supervisione del papa’ la mamma dismette il cappello a tesa larga, gli occhiali da sole ed inforca binocolo, radar e antenne varie di tipologia NASA per avere la situazione sotto controllo, segue accurata asciugatura ed incrematura della prole mentre la maglietta che ancora indossa assolve alla funzione di stencil conferendole un’ elegante tintarella da muratore.

Prima che la genitrice possa stendere un velo della preziosa protezione solare scatta l’allarme spuntino costringendola a tirare fuori dalla borsa il classico pacchetto di crackers polverizzati, brodi di succhi di frutta e spicchi di mela disidratati.
Impossibile avanzare la pretesa di un bagno al mare, l’espiazione dei peccati commessi in giovane età, quando si aveva l’ardire di oziare sulla battigia, prevede uno scrub di sabbia e sudore e nessun refrigerio.

Quando giunge il momento del rientro e il sole a picco trasforma la via del ritorno in una brace, la mamma fachiro raccoglie giochi di tutte le foggie e misure, teli e tendaggi, creme e pozioni magiche e conduce la carovana verso casa dove, dopo avere lavato e rinfrescato il resto della famiglia, scoprirà di avere sul corpo un’ustione di secondo grado con la fantasia di un quadro di Picasso, ennesimo vezzo della nostra pazza e straordinaria vita da mamma.

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.