Un matrimonio, due bimbi e un marito al seguito

L’idea di partecipare ad un matrimonio con due figli piccoli al seguito è un’ avventura degna delle abilità di Indiana Jones, se il matrimonio si celebra nel primo pomeriggio di un torrido fine Maggio siciliano, per la mamma l’impresa diventa titanica.

I preparativi cominciano con un anticipo di qualche ora, quando è necessario individuare nel mio armadio un abbigliamento consono all’occasione: che non mi faccia sembrare un Ferrero Rocher e soprattutto che risulti della giusta taglia. Per l’evento mi si concede il lusso di uno shampoo con balsamo ed anche il tempo di truccarmi purchè io sia pronta in un lasso di tempo che varia dai 10 ai 15 minuti: ad uscire dal bagno in occasione del matrimonio di mia cugina è Samara di The Ring in abito lungo e tacco dodici.
La vestizione dei due bambini richiede competenze da domatore di leoni e per farlo testo l’efficacia del deodorante rincorrendo Ninni arrancando sui miei tacchi con la grazia di un triceratopo. Mentre vesto la sorellina, lui ha già magicamente sporcato la sua polo bianco-accecante.

Dopo lo sport estremo del cambio su fasciatoio, posizionata Dudu sul suo ovetto vestita come una fatina, ha già perso le sue scarpette ventisei volte. Provvedo a sostituire la polo di Ninni e papà urla che gli sposi saranno già allo scambio degli anelli, mi assale l’ansia mentre la fatina sorniona si esibisce in una pupù da orso dei balcani. Contemplo l’idea di ignorare il problema che appesta l’ambiente, poi rinsavisco.

Con un ritardo di tre quarti d’ora usciamo di casa e con un anticipo di trenta secondi sulla sposa attraversiamo la navata centrale, più che la marcia nunziale nella mia testa suonano le note della colonna sonora de “Il Gladiatore”. Dudu è spettinata, con la gonna di tulle appiccicata sul viso madido di sudore e morde avidamente una scarpetta; Ninni uscito di casa come un damerino è arrivato a destinazione trasformato in un mendicante con tanto di camicia effetto “strofinaccio per spolverare”, papà col mal di testa ma impeccabile ed io col trucco sbavato effetto animalier, due unghie della mano destra sprovviste di smalto e l’acconciatura che nel trambusto ha ripreso volume conferendomi l’eleganza di un mocho vileda. Ma la sposa è bellissima e come sempre i matrimoni mi commuovono, cancellando definitivamente ogni segno di make up.

I festeggiamenti si protraggono fino a tarda notte. Ninni dorme per tutto il tempo sfiancato dal tentativo di esasperare papà, Dudu tenuta sveglia dalla musica sgambetta e si rifiuta di stare nel suo ovetto. Per solidarietà, con le cugine mamme con le quali da piccola condividevo i giochi, ci ritroviamo ad allattare nell’anticamera del bagno.

Tornata a casa, nonostante sia perfettamente sobria, svengo sul cuscino. L’ora tarda mi ha scombussolato per un paio di giorni durante i quali mi sono espressa con lo slang di Young Signorino. I bambini non hanno accusato nessun disagio, sarebbero già pronti (loro) per la prossima festa, io sto ancora cercando l’altra scarpetta della fatina.

 

Marilena Trovato

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.

2 thoughts on “Un matrimonio, due bimbi e un marito al seguito

  1. Sei fortissima…ti lascio immaginare cosa significhi far tutto ciò con tre pesti…io, ormai, declino tutti gli inviti…nun cia fazzu!!

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