S.O.S Svezzamento

Anche per la mia piccola è arrivato il momento dello svezzamento, croce e delizia di ogni mamma, nel mio caso, per esperienza fallimentare col primogenito, una prova durissima per la mia pazienza. Che anche per la secondogenita l’impresa non sarebbe stata facile è stato chiaro dalla sua espressione quando ha assaporato per la prima volta la purea di frutta, un misto tra la perplessità e il disgusto mentre io con espressione beota le facevo notare quanto fosse deliziosa quella pietanza dall’aspetto decisamente poco invitante. In effetti, come biasimarla? Queste cremine tutto hanno tranne che una presentazione convincente!

Ora, non è che mi aspetti che mia figlia a sei mesi mangi con la voracità di chef Rubio ma neanche che sia pretenziosa come Fiammetta Fadda e serri le labbra rifiutandosi di collaborare alla sua nutrizione. E mentre io mi trasformo silenziosamente in un super Saiyan, mimo il movimento della bocca che desidero che prima della mia età pensionabile imiti lei, blatero canzoncine demenziali e mi contorco in espressioni facciali imbarazzanti, mia figlia mi osserva come se programmasse di farmi visitare da un bravo psichiatra non appena potrà esprimersi chiaramente.

Lo svezzamento per la mia progenie rappresenta il periodo nel quale possono trasformarsi in un lama esibendosi in sputi da competizione, dare sfogo alla fantasia affrescando la cucina con spruzzi di creme di riso e variazioni di verdure, decorare i miei vestiti con le fantasie più eccentriche di ramage di semolino, costellazioni di sabbiolina, imbrattamenti di omogeneizzati di pesce e di carote: un tripudio di colori e di odori, tutti insieme sulla mia gonna preferita. Per chissà quale misterioso fenomeno un cucchiaio di pastina cruda si moltiplica in una quantità sufficiente ad infestare un appartamento, spinta da una innocente pernacchia ad insinuarsi negli angoli più impensabili dell’ambiente, su tutte le pareti circostanti. La parte più drammatica è che puntualmente tutto quello che rimane nel piatto dopo lo spettacolo, per una specie di fioretto che mi impedisce di sprecare il cibo, sono costretta a mangiarlo io perché, confesso,  ho anche cercato di rifilarlo al primogenito ma senza successo. Sarà per me lo scotto delle pene dell’inferno che da piccola ho fatto vedere a tavola ai miei genitori?
Non vi nascondo l’invidia vedendo i bambini delle mie amiche che mangiano con appetito, svezzati allegramente mentre mia figlia se non vede un capezzolo non apre la bocca neanche per piangere! Mentre continuo a preparare brodo vegetale e passati di flora e fauna locale, che sarò costretta a mangiare solo io, mentre la mia piccola continua a preferire il latte ad ogni altro tipo di alimento, mi consola pensare che non conosco ragazzi allattati fino alla maggiore età, immagino dunque che prima o poi anche mia figlia mi regalerà la soddisfazione di inghiottire un cucchiaio di stelline senza lasciarne decollare nemmeno una,  e spero che lo faccia prima che un fidanzato la inviti a cena.

Marilena Trovato

News Reporter
Avvocato scampato, moglie impegnativa, attrice di teatro per disperazione, appassionata di libri e di cucina e soprattutto mamma di un folletto e di una fatina. Non si rassegna all'idea che la giornata abbia solo 24 ore.

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