Il momento dei pasti: dovere o piacere?

Mi è capitato a volte di assistere, a casa di amici o conoscenti, a pranzi o cene gestiti con: televisione accesa, tablet in mano, confusione data da chi si siede e chi si alza…In genere la giustificazione più frequente è che certi strumenti aiutano i bambini a mangiare o che questi “non sono in grado si stare seduti”. Tutto ciò a livello educativo ha effetti molto negativi.
Vorrei iniziare evocando un’immagine: ricordate le famose tavolate della domenica con i nonni, dove si iniziava e si finiva di mangiare tutti insieme, dove si stava seduti e si parlava ed i bambini erano perfettamente in grado di mangiare senza tablet o televisione?
Al di là della sensazione di nostalgia, al di là dell’evidente cambiamento generazionale, è nostro compito estrapolare gli aspetti socialmente sani di quanto abbiamo vissuto, per riproporli e adattarli al nostro contesto, senza alibi.
Sicuramente è più facile ritrovarsi tutti insieme durante la cena, piuttosto che per il pranzo, orario in cui a volte i bimbi sono a scuola ed i genitori a lavoro.  Inoltre un NO ASSOLUTO alla mancanza di regole, che in realtà possono aiutarci a rendere il momento dei pasti più piacevole per tutti.

Vediamo come procedere a livello emotivo e pratico.

Il primo passo è chiederci che cosa è per noi il cibo, superando l’idea di cibo inteso come puro sostentamento, ma vivendolo come una splendida occasione per socializzare, condividere, dialogare e infine per trasmettere affettività.  Non dimentichiamo che cucinare è un grande gesto d’amore sia per chi ne riceve il risultato, sia per chi lo mette in pratica. E’ il sapore di una coccola, è quell’odore che ci evoca l’infanzia anche quando siamo adulti… Pensando a questo, anche una cucina veloce (spesso indispensabile) si libera dalla connotazione di “dovere” per diventare un vero e proprio “piacere”, che può rendere più felici.
È molto importante per una famiglia trascorrere questo momento in modo sereno,raccontando magari la propria giornata, guardandosi negli occhi, senza distrazioni esterne. Il cibo può aiutare così il dialogo, sia per i piccoli sia per i grandi. E’ possibile far partecipare anche bimbi molto piccoli disponendo il seggiolone attorno al tavolo, consentendo loro di assaggiare le prelibatezze dei grandi e di vivere questo momento tutti insieme.

Affinché tutto ciò sia realizzabile in modo piacevole è indispensabile avere (come sempre) poche ma efficaci regole:

  1. Niente tablet o cellulare (vale sia per gli adulti che per i piccoli.)
    2.Tv spenta.
    3. Si inizia e si finisce tutti insieme, quindi ci si alza solo alla fine …. per i più piccoli si può fare qualche eccezione ma sempre chiedendo il permesso!
    4. Il cibo va rispettato, non si gioca con il cibo; si possono persino utilizzare o condividere “gli avanzi”

Tutto ciò semplicemente per poter sorridere insieme, assaporare, raccontare…. Tutto ciò è una famiglia.

 

Veronica Capozzi

News Reporter

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