Non mi vergogno più di mio figlio

Non so se accettate qualunque tipo di storia, ma provo a raccontarvi la mia perché, quando posso, lo faccio sempre. Ne parlo con le amiche, con i conoscenti e anche nei gruppi e nei luoghi di confronto presenti sul web. Ho visto che avete una posta dedicata ai genitori e mi sono fatta coraggio. Lo trovo terapeutico e nonostante, all’inizio, mi nascondessi nel mio dolore e negavo la realtà, nel tempo e con l’aiuto di una psicologa ho imparato a non vergognarmi di nulla.

Soprattutto a non vergognarmi di mio figlio. Lui ha 14 anni, ormai. Li ha compiuti a dicembre scorso e da almeno tre ci ha confidato di essere gay. Fino alle scuole medie non mi ero resa conto di niente. Non ha mai giocato con bambole, né tanto meno manifestava il desiderio di fare cose più inclini all’universo femminile. Pensare che tranquillizzavo le mie amiche che avevano figli maschi attratti da trucchi e gioielli, e che adesso vivono il loro primo amore con la ragazzina di scuola!!!

Mio figlio no. Luca ha tenuto tutto dentro e oggi vi dico che ne era consapevole da sempre. La notizia è arrivata tutta in un colpo. E’ tornato a casa dopo scuola, un giorno come tanti, ed è scoppiato in lacrime. Le ha cacciate tutte, credo che fossero quelle di anni e anni e che si era tenuto dentro. Mi ha detto che gli amici non lo facevano sentire a suo agio e che lui non provava lo stesso interesse per le ragazze così come lo provavano loro. Che non gli andava di fare battute come loro e di guardarle nei corridoi durante l’intervallo. Non capivo quello che mi stesse dicendo fin quando non mi ha detto “Perché a me, mamma, piacciono i ragazzi”. Oggi al pensiero di come mi sono sentita in quel momento, mi sento la madre peggiore del mondo. Ho pensato di tutto, lo ammetto. Che fosse una cavolata, che lo avrei potuto salvare, che avremmo risolto insieme, che era solo una fase di crescita. Forse poteva esserlo. Ma non è stato il suo caso. Luca è omosessuale ed è il ragazzo più consapevole e sereno del mondo. Non è sempre facile, non viviamo in una grande città e in provincia è ancora più complesso, nonostante sia il 2018.

Non mi sento di colpevolizzare nessuno, se prima io che sono la mamma ci ho messo tanto tempo ad accettarlo. E’ facile essere larghi di vedute quando non è la tua vita. Poi arriva in casa tua e non sai gestire più niente e soprattutto ti spaventi per quello che potrà succedergli fuori dalle mura di casa, le offese, i giudizi, gli occhi della gente, le etichette….

La mia è la storia di una mamma che ha chiesto coraggio al proprio figlio perché senza di lui non avrei capito che cosa significasse fino in fondo. Solo dopo un po’ mi sono accorta che non cambiava nulla nelle nostre vite quale fosse la sua preferenza sessuale e quali i suoi primi amori e i primi battiti di cuore. Gli succedono le stesse identiche cose che sono accadute a mia figlia ormai quasi ventenne. Amori leggeri, forti, appassionati, prime cotte, prime uscite e chilometri di ore sulle chat e al telefono. Spero solo che il mondo sappia sempre accoglierlo per quello che è. Nei suoi pregi e nei suoi difetti, a prescindere da chi scelga di amare o sposare.

Un grande abbraccio a tutte le mamme e ai papà di questo Blog soprattutto a chi si rivede nella mia storia e a chi mi potrà capire. Se anche tu vuoi raccontarci una storia o inviare una lettera, scrivici a info@mykidadvisor.com e noi la pubblichiamo, su  tua richiesta, anche in forma anonima.

 

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